In Italia c’è “un aria…. da morire”

inquinamento_milanoCome sappiamo è un periodo che in Italia non tira certo una buona aria, anche nella accezione più generale del termine. Non mi sono mancate certo le occasioni, nel tempo di cercare di sviluppare, i diversi aspetti del tema dell’inquinamento atmosferico, quello più vicino di altri al ritmo della vita, per quell’atto essenziale costituito dal respirare. Ho cercato di farlo sempre sul versante della qualità dell’aria esterna attraverso il cosiddetto “inquinamento outdoor”, e l’ultima volta, proprio pochi giorni fa nel mio post, nel quale introducevo il 2013, dichiarato dalla UE come “Anno europeo dell’aria”, e nel quale ho introdotto il nuovo interessantissimo Rapporto di Legambiente “Mal d’aria 2013” (Link), autentica fotografia annuale dei nostri principali agglomerati urbani, che ce ne ha presentato lo stato di salute, non certo tranquillizzante, soprattutto per taluni inquinanti come polveri fini (PM10, PM2,5) e CO. Altre volte l’ho fatto cercando di fare il punto su uno dei più grandi killer silenziosi del XX ed ahimè anche del XXI, che è l’amianto sia in una dimensioni nazionale ed internazionale (precedenti post “amianto; storia, pericoli e soluzioni” e “amianto-e-fotovoltaico-il-divorzio-non-sa-da-fare”)
Questa volta volevo però analizzare anche alcuni aspetti dell’altra faccia della medaglia dell’inquinamento atmosferico, cioè l’inquinamento interno o “indoor”, cioè quello a cui ci esponiamo nell’abitare, con particolare riferimento all’ambito domestico ed agli ambienti chiusi in generale.
Cover-Aria-da-morire_main_image_objectAspetti, quelli della conoscenza dei contaminanti in termini di concentrazione in atmosfera, fondamentali per permettere agli addetti ai lavori circa gli aspetti epidemiologici e sanitari, di stilare linee guida e feedback importanti a livelllo comportamentale e per l’impiego di materiali alla base della produzione di beni e manufatti. Prendo spunto, per questo,  da un interessante libro dal titolo emblematico, “Aria da morire” (Dalai Editore), firmato dalla giornalista scientifica di Focus e il Corriere della sera, Margherita Fronte, autrice di diversi altri saggi su medicina, scienza e ambiente, e dall’ematologo Pier Mannuccio Mannucci, noto medico internista, direttore scientifico dell’Irccs Policlinico di Milano e fondatore di un movimento di scienziati per la rifondazione della ricerca italiana denominata “Gruppo 2003”. Il libro, riaprendo uno degli argomenti di attualità permanente da troppo tempo, seppure con un succedersi di sinistri protagonisti, evidenzia come, nel nostro paese, siano seimila le persone che ogni anno muoiono per lo smog e quindi con prevalenza outdoor, mentre altrettante soccombono a causa di killer interni agli edifici ed alle nostre case, prevalentemente il radon e l’amianto ancora presente, e chissà per quanti anni ancora, negli edifici pubblici e privati. Un bollettino di guerra, quello dei caduti sotto i colpi dell’inquinamento che assomma a circa 12 mila decessi all’anno in Italia che salgono, secondo le stime OMS, a oltre 1,3 milioni di vittime nel mondo con un incremento del 16% dal 2004 al 2008, più o meno equivalenti ai morti per Aids. Di questi, come sottolinea il Professor Mannucci, “150 mila decessi all’anno si verificano in Europa, 12 mila in Italia e 350 in Lombardia, di cui 200 soltanto a Milano. L’Italia settentrionale è particolarmente malmessa, la Lombardia è una delle regioni piú colpite e la cittá di Milano soprattutto”. E’ in particolare la seconda parte del libro che approfondisce e si concentra sui killer che si nascondono nell’aria degli ambienti confinati. Un ambito nel quale, oltre alle polveri sottili (PM10, PM2,5 in figura la diversa penetrazione nell’apparato respiratorio) ci sono sostanze presenti nell’uso quotidiano di vita in casa, in auto, in ufficio, a scuola, ma anche in negozi, palestre e locali.

polveri_fini

Sicuramente un ambito, di secondo piano rispetto alle cronache, ma per questo ancor più subdolo ed insidioso anche perché fatto di inquinanti meno conosciuti. Tra questi, sicuramente il radon, denominato anche il “killer silenzioso”, gas radioattivo, generato dalla degradazione dell’uranio, naturalmente presente nel suolo e dichiarato sicuramente cancerogeno dall’OMS solo negli anni ’90, secondo responsabile, dopo il fumo di sigarette, per il cancro al polmone. Essendo il radon, un contaminante naturale, presente, contab_radon5 concentrazioni diverse sulla crosta terrestre, grande importanza assumono il livello naturale di concentrazione del sito, le misure preventive in sede di costruzione delle abitazioni, o di bonifica per abitazioni esistenti, alcuni dei quali costruiti con materiali come il tufo che, hanno una naturale presenza di radon come in certe zone dell’Italia centrale. Le agenzie regionali per la protezione ambientale, che effettuavano campagne periodiche di misurazione del radon solo in particolari aree del territorio, come aree caratterizzate da particolari attività vulcaniche o nell’area geotermica toscana, dopo l’evoluzione della normativa internazionale sul radon, stanno effettuando una più attenta mappatura di rischio del territorio da recepire poi nelle politiche di sviluppo edilizio o di eventuale bonifica degli edifici esistenti, tra le regioni più esposte potenzialmente, la Lombardia, il Lazio, la Campania, il Piemonte. Per il Radon, in Italia pur non essendoci ancora una normativa per quanto riguarda il limite massimo di concentrazione di radon all’interno delle abitazioni private, viene fatto riferimento ai limiti raccomandati dalla UE di 200 Bq/m³ [Bequerel/metro cubo] per le nuove abitazioni e 400 Bq/m³ per quelle già esistenti. Normativa che invece esiste per gli ambienti di lavoro di 500 Bq/m3, fissata dal dlgs 241, del 26/05/2000), che per esempio lascia fuori da questo perimetro edifici come le scuole. Ma il libro esplora anche altri scomodi ospiti delle nostre case come la formaldeide, emanata da arredamenti di casa come mobili in truciolato, tendaggi e tappeti, o in detergenti o prodotti per la pulizia della casa, come smalti per unghie, o anche un apparecchiature come computer e fotocopiatrici: se poi nell’abitazione ci sono fumatori, si affaccia anche il rischio di un inquinante come il benzene, sprigionato soprattutto dalle sigarette ed anche dai bastoncini di incenso, o il monossido di carbonio emesso da caldaie e stufe, come la cronaca, nelle stagioni invernali, ci ricorda spesso. Ma la lista si allunga poi al naftalene presente in solventi ed insetticidi; o una conoscenza degli ambienti esterni che non si scorda di noi, nemmeno in casa come gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), sprigionati dalla combustione della legna, e nei abbruciacchiati od altri ancora. Nel filmato seguente si traccia una guida sintetica del radon e della valutazione possibile sulla nostra abitazione.


Tornando al libro, gli autori approfondiscono poi le correlazioni tra inquinanti e malattie, a carico dell’apparato respiratorio come l’asma e non solo, come l’infarto (avevamo visto come le polveri sottili sotto 1 micron arrivano agli alveoli polmonari e quindi al sangue), argomentandole e dimostratole sul piano numerico e statistico. Una parte del libro è poi dedicata a modelli comportamentali e consigli pratici per difendersi nelle diverse situazioni. Assolutamente non trascurata nemmeno l’auto, di cui limitare l’uso soprattutto in città, visto che “la concentrazione di inquinanti nell’abitacolo è solitamente maggiore di quella esterna”, come scrivono gli autori. Altra buona abitudini anche per chi fa jogging, come farlo col brutto tempo, magari quando ha appena smesso di piovere, quando la concentrazione di inquinanti aeriformi, precipitati e fissati al suolo diminuisce (la bassa pressione e l’instabilità atmosferica danno in questo caso un grande aiuto). Attenzioni importanti anche per i neonati ed alle passeggiate all’aperto, per le quali, spiega Mannucci, “i bambini che ancora non camminano andrebbero portati nello zaino o nel marsupio, invece che nel passeggino” questo dal momento che spiega l’ematologo, “le polveri viaggiano rasoterra e anche stare un metro e mezzo piú in alto può fare la differenza” a carico di bronchi e polmoni. Al riguardo l’OMS indica che basta una variazione minima, pari a 10 microgrammi/metro cubo, dei livelli di PM2,5 nell’aria per aumentare il rischio di mortalitá generale del 6% e di tumore al polmone dell’8%, come precisa Mannucci, “Contrariamente a quanto si crede sono le malattie cardiovascolari, e non quelle respiratorie, la prima causa di morte da inquinamento”. Infatti “le frazioni di polveri piú sottili, il cosiddetto black carbon, non arriva solo nei polmoni ma entra anche nel sangue, dove veicola tutti i veleni (metalli pesanti e materiali organici vari) che ha assorbito come fosse una spugna, e aumenta il rischio che si formino trombi”. Significativi quindi gli incrementi per morti da infarto, del +18% per ogni aumento di PM2,5 pari a 10 microgrammi/metro cubo d’aria, ma anche di “aritmie, a causa di alterazioni al sistema simpatico che possono portare a morte improvvisa; di scompenso, di ictus, di malattie da trombosi venosa. In due terzi dei casi, secondo il medico, “i decessi da smog sono cardiovascolari e riguardano gli anziani. Mentre le malattie respiratorie, asma in particolare, colpiscono soprattutto i bambini”. E per questo ogni stagione ha il suo killer, visto che tra gli inquinanti, più pericolosi non è risparmiata certo l’estate, con l’ozono, inquinante secondario che si forma in maniera in atmosfera dalla interazione tra la radiazione solare ed inquinanti già presenti oggi prevalentemente da traffico veicolari come gli ossidi di azoto e responsabile di asma, bronchiti e polmoniti”. Altre sono poi le “buone prassi” da attuare nelle nostre abitazioni, oltre ad arearle regolarmente anche due volte al giorno, come, non fumare, evitare miscele di detersivi, tenere gli animali domestici fuori dalle camere da letto, ed ovviamente avere, anche qui come all’aperto, un buon “esercito verde” alleato. Tra le piante più indicate l’aloe, la gerbera, il giglio, il ficus etc. Un analisi importante e completa che, con l’apporto di numeri, che vorrebbero costituire un incentivo a migliorare la nostra qualità della vita in ogni momento della giornata, piuttosto che fare terrorismo, d’altra parte l’informazione obbiettiva ed oggettiva è il miglior contributo alla consapevolezza nell’adottare i giusti comportamenti per noi e per gli altri.

Sullo specifico tema un interessante servizio di REAI NEWS24 inserito nell’ambito della rubrica SCENARI, Settimanale di Tecnologia, Società, Ambiente a cura di Roberto Realeche mette la parola “non pervenuto”, sul tema delle varie agende programmatiche preelettorali

nell’ambito di Scenari, Settimanale di Tecnologia, Società, Ambiente a cura di Roberto Reale.

Anche per il particolare momento, mi viene in soccorso, come mi succede spesso, il grande “Signor G”, che ribadisce il concetto con questa indimenticabile e straordin”aria” interpretazione e considerando che sono dieci anni che ci ha lasciato è un bel pezzo che in questo paese l’aria è irrespirabile.

Sauro Secci

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