Al via “Lumière”, le linee guida ENEA-RSE per l’illuminazione pubblica

La crisi strutturale che stiamo vivendo, sicuramente dalle radici profonde, e che trova le sue motivazioni principali in una logica di sviluppo imperante tutta basata sul profitto indiscriminato e che ha ignorato completamente il concetto di limite, cerca di ritrovare oggi nella efficienza dei sistemi, e nella riduzione degli sprechi, una delle voci principali per cercare di invertire la direzione intrapresa. Ne sanno qualcosa i comuni italiani, l’ultimo e più sensibile livello di Governo per il cittadino, ogni giorno a combattere con esigenze di bilancio sempre più pressanti.
In questo contesto, una voce importante nei bilanci comunali è senza dubbio quella della illuminazione pubblica, oggetto anche, lo scorso ottobre, di un possibile intervento del Governo Monti, che, in fase di elaborazione della Legge di Stabilità 2012, aveva ipotizzato anche la cosiddetta “Operazione Cieli Bui” che avrebbe previsto, in maniera repressiva, una drastica riduzione dei costi relativamente proprio alla illuminazione pubblica, con risvolti però non esattamente prevedibil relativamente a sicurezza stradale ed individuale.
Un voce di costo importante, quella della illuminazione pubblica, affrontabile oggi però, nel pieno segno dell’efficienza sia energetica che con incrementi della sicurezza notturna nella più ampia accezione del termine con le tecnologie oggi disponibili, che, con la tecnologia LED, stanno proponendo un’altra autentica svolta epocale “dalla luce elettrica alla luce elettronica”, con il pieno avvento delle tecnologie informatiche ICT, fondamentali per la telegestione ottimizzata degli impianti di illuminazione.
Una fetta di consumi, quella dell’illuminazione pubblica nel nostro paese, oggetto anche di specifici studi, come quello dell’associazione “CieloBuio”, che da anni si batte contro l’inquinamento luminoso e che hanno evidenziato come l’Italia, dopo la Spagna, è il Paese più sprecone d’Europa, con un consumo pro-capite di energia elettrica oltre il doppio della Germania e della media Ue: 105 chilowattora contro rispettivamente 42 e 51. Lontana anche da Francia (80), Gran Bretagna (42), Olanda e Irlanda (40). Tutto questo si traduce in un costo annuale per il nostro paese di circa un miliardo di euro, cioé poco meno di 20 euro ad abitante. Proprio quello studio sulla base del quale era partita la proposta al governo di “spegnere le luci in eccesso, eliminare le aree sovrailluminate di notte, come le zone artigianali fuori città o i parcheggi degli ipermercati, investire su riduttori di flusso o apparecchi schermati in grado di evitare l’effetto abbagliamento”.
Su questo fondamentale aspetto sul percorso di efficientamento energetico legato alla illuminazione pubblica, Enea ha presentato, lunedì scorso, il progetto Lumière. Un documento che vede l’illuminazione pubblica nella prospettiva della Smart city, cioè una serie di Linee Guida per il supporto ai Comuni per la gestione efficiente del servizio di illuminazione pubblica. Il Progetto Lumière, è stato finanziato nell’ambito dell’Accordo di Programma per la Ricerca di Sistema Elettrico con il MiSE, con l’ampia partecipazione dei destinatari, avendo visto l’adesione di circa 450 Comuni, che ha permesso ad ENEA una attenta analisi sia delle esigenze delle Amministrazioni Locali che delle principali difficoltà legate a carenze tecnico-amministrative nella pianificazione degli interventi di efficientamento del sistema di illuminazione pubblica. Evidenti gli esiti dell’analisi, legati alla minimizzazione delle tante inefficienze, e quindi tra le principali:

  • impianti più efficienti ed innovativi;
  • minori consumi energetici e conseguentemente minori costi;
  • minore impatto ambientale, ecc.

Questi, in sostanza, i cardini delle Linee Guida per i Comuni, un vero e proprio vademecum a supporto delle istituzioni, oltre che per la Pubblica Amministrazione per la messa a punto di interventi finalizzati a ridurre i consumi migliorando l’efficienza energetica dell’illuminazione pubblica. Uno studio completo ed esaustivo che fornisce strumenti, metodologie ed informazioni chiare sui procedimenti di natura amministrativa e finanziaria da espletare, sulla normativa nazionale ed europea, nonché su tematiche di natura tecnica e sulle competenze necessarie per attuare una riqualificazione innovativa dell’intero sistema.
Molti, ad esempio, i contenuti strumentali delle Linee Guida come:

  • il modello standardizzato di audit energetico che permette di valutare il risultato degli interventi di riqualificazione energetica progettati;
  • lo schema guidato per la redazione dei PRIC, documento che deve essere redatto dai Comuni per registrare lo stato di manutenzione degli impianti; le linee guida per la redazione dei bandi utili per la predisposizione dei bandi di gara e i format contrattuali.

Il Commissario ENEA Giovanni Lelli, presentando lo studio, ha detto che “L’illuminazione pubblica è uno dei servizi di primaria importanza per i cittadini che presenta significative potenzialità di risparmio energetico per promuovere interventi di efficienza energetica nell’illuminazione pubblica, l’Enea già da alcuni anni ha promosso il progetto Lumière, che ha coinvolto diversi operatori nei Comuni italiani, mettendo a disposizione degli Enti Locali le proprie competenze tecniche per aiutarli a conseguire una riduzione dei consumi elettrici connessi al sistema di illuminazione pubblica.” A giudizio di Lelli è fondamentale evidenziare che: “L’illuminazione pubblica rappresenta a livello nazionale il 12% del totale dell’energia elettrica consumata per i sistemi di illuminazione pubblici e privati. Si stima che con l’attuazione di interventi idonei a rendere il sistema più efficiente, siano conseguibili riduzioni di consumi del 30% circa, pari a circa 2 TWh l’anno, con un risparmio economico di circa 400 milioni di euro l’anno.”
C’è da rilevare poi come, dall’esperienza del progetto Lumière, prenderà adesso il via l’Osservatorio Nazionale Lumiere, in cui confluiranno tutti gli operatori che sono stati già coinvolti sia direttamente che indirettamente per avviare una riorganizzazione organica del settore dei processi di riqualificazione e gestione della rete di pubblica illuminazione, per agevolare al massimo il processo partecipativo atto a favorire la diffusione del modello sperimentale messo a punto dall’Enea, importante in tal senso anche l’ampia partecipazione allo studio del mondo delle ESCo, le cosiddette Energy Saving Company, che potranno avere un ruolo molto importante nei nuovi scenari tecnologici e gestionali, in questo importante settore.
Sicuramente un documento strutturale importante per dar seguito ad un settore che presenta margini di efficientamento da attuare davvero  ingenti accompagnabili oltretutto da una profonda rivisitazione tecnologica che si configura come vera rivoluzione, e con margini di efficientamento sostenibili velocemente proprio attraverso i risultati conseguiti.

Scarica il rapporto Lumiere

Autore: Sauro Secci

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