Fotovoltaico: tetti, terra e…

fotovoltaico_galleggianteSeppure ancora recentissima la leadership mondiale raggiunta nel corso del 2011 dal nostro Paese in tema di installazioni fotovoltaiche, questo effervescente settore, ci propone continuamente nuove soluzioni applicative. Dopo tetti, coperture ed installazioni a terra, infatti, si vanno delineando proposte davvero interessanti relativamente alla utilizzazione di bacini lacustri interni nei quali sono stati individuati approcci applicativi particolarmente interessanti ed innovativi.   Lo scorso 12 dicembre, presso il lago di Colignola nel Comune di San Giuliano Terme, abbiamo partecipato all’inaugurazione di un piccolo impianto FV galleggiante sviluppato da due piccole realtà del polo scientifico di Navacchio la SIT e la Koiné, coordinate dal fisico, ricercatore del CERN – il più importante Centro di ricerca europeo su particelle e alte energie – ed ex docente universitario, Prof. Marco Rosa Clot. Si tratta dell’evoluzione progettuale di unaVigne di Petra 2 realizzazione da 200 KWp effettuata, lo scorso anno, presso il bacino artificiale per l’irrigazione dei vigneti, della Cantina Petra della Holding Terra Moretti di Suvereto (LI) e nata per assicurare il fabbisogno energetico elettrico dell’innovativa azienda (vedi foto a seguire), con una soluzione tesa all’assoluta minimizzazione degli impatti anche visivi, considerato il contesto di altissimo pregio dell’insediamento e la massima attenzione a tali aspetti fino ai minimi particolari.   Attraverso importanti integrazioni ingegneristiche, l’idea progettuale iniziale è stata oggetto di una rivisitazione nel posizionamento dei pannelli e dell’integrazione di un sistema di raffreddamento a velo d’acqua degli stessi, proveniente dal bacino sede di installazione, oltre che dell’inserimento di una serie di specchi laterali di  riflessione, finalizzati a poter configurare l’impianto nel titolo IV (impianti a concentrazione) del quarto Conto Energia. Ma l’aspetto più importante ed innovativo è costituito, indubbiamente, dal sistema di inseguimento solare (tracking), che muove ogni singolo modulo-piattaforma (zattera), presentando indubbi vantaggi economici rispetto ai molto più complessi e costosi sistemi di inseguimento terrestri, consentendo di seguire agevolmente il percorso solare. Importanti affinamenti stanno riguardando anche gli aspetti legati ai componenti delle piattaforme galleggianti che sono state ulteriormente affinate, con varianti applicative finalizzate alla utilizzazione di elementi modulari di mercato, facilmente configurabili ed adattabili alle diverse esigenze installative. Il nuovo sistema ingegnerizzato e brevettato, ha assunto il nome di FTCC (Floating Tracking Cooling Concentrating), che sintetizza tutti gli aspetti che sono stati affrontati nella progettazione e nella successiva fase di ingegnerizzazione.

fotovoltaico_galleggiante_2Questa linea di ricerca e sviluppo è matura e giunta, oramai, alla fase di mercato, che presenta connotazioni ambientali di assoluta eccellenza, soprattutto se si pensa che il fotovoltaico è stato chiamato dai recenti sviluppi normativi a cercare di fare uno sforzo per crearsi nuovi spazi in aree degradate, o comunque da recuperare, o sovrapporsi, senza interferire a destinazioni d’uso esistenti. Infatti, si aprono per questa tecnologia orizzonti applicativi importanti, vista la fortissima presenza, nel nostro Paese di specchi d’acqua interni, spesso legati ad attività pregresse, come le grandi cave di sabbia e ghiaia, che costellano le aree golenali dei principali fiumi italiani e che, spesso, esaurita la fase estrattiva, esigono una riconversione funzionale-ambientale. Non parliamo poi del settore agricolo, nell’ambito del quale l’altissima presenza di bacini per l’irrigazione permetterebbe di dare ulteriori risposte a questo fondamentale settore per il nostro futuro, il quale è, mai come oggi, alla ricerca di nuove opportunità, sempre più legate proprio al rapporto con il mondo delle energie rinnovabili ed in un Paese come l’Italia caratterizzato da innumerevoli produzioni agroalimentari di eccellenza.

Sauro Secci

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